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Leonardo Manuini, gestore del Ninna Nanna assieme alla moglie Milva, è stato uno dei primi in Italia a credere nella formula del Bed and Breakfast. Questa pagina raccoglie alcune note, articoli, comunicati stampa e liberi pensieri inerenti l'ambito dei B&B, utili a capirne le dinamiche e gli sviluppi futuri.

 

Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Mantova, in data 21/03/2008
Ma i b&b si lamentano: prenotazioni calate del 40%


In tre anni i posti letto del sistema turistico mantovano sono cresciuti di un terzo - più 33% segna con l’indice il presidente dell’associazione Mantova
b&b, scorrendo il dossier che ha ricevuto dalla Provincia - ma l’incremento delle presenze è stato di appena il 2%. «Le classifiche dell’Istat dicono che sul fronte delle presenze non ci schiodiamo dal 93esimo posto nazionale», aggiunge Leonardo Manuini, introducendo le considerazioni su una situazione che, anche da quell’osservatorio, appare fosca. E i registri delle prenotazioni lo confermano: «Per i bed and breakfast mantovani è una Pasqua difficile - dice Manuini - Il calo c’è ed è evidentissimo, tra il 40 e il 50%. Con un avvio così, non potrà certo essere un anno d’oro. Dopo aver buttato via tre mesi, recuperare è impossibile. Se anche le mostre portassero il tutto esaurito fino a Natale, sarebbe comunque un anno sottotono».
 Chiede uno sforzo alle istituzioni, l’associazione. Che non comporta maggiori investimenti, ma una migliore organizzazione delle energie. «Serve sinergia, non antagonismo. E’ tempo di finirla con eventi che si accavallano e ricerche di mercato parallele. E alziamo lo sguardo, collaborariamo anche con le realtà circostanti, perché il turismo non si ferma sui confini provinciali: quando c’è il Festivaletteratura i visitatori debordano fino a Verona, con il Vinitaly accade il contrario. Ecco ciò di cui bisogna tener conto». Per concludere, una stoccata contro quelli che definisce «i progetti votati ad intercettare finanziamenti e non turisti, come quelli dell’albergo diffuso e del sistema turistico del Po di Lombardia», e una contro la concorrenza sleale delle strutture che usano l’insegna
b&b come paravento fiscale. «I Comuni - dice - dovrebbero aumentare i controlli».

 

 

Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Mantova, in data 22/02/2008
Turisti in calo: nel 2007 il picco negativo


Un anno nero, quello appena concluso, per quel che riguarda il turismo in città e provincia: il 2007 si caratterizza infatti per il numero di presenze più basso degli ultimi dieci anni. Il calo si registra sia sul fronte degli arrivi sia su quello dei pernottamenti e riguarda tanto gli stranieri quanto gli italiani. Le cifre, insomma, danno un ulteriore segnale d’allarme, in linea con il monito lanciato due giorni fa dal presidente della Provincia, Maurizio Fontanili. E non è un problema di posti letto disponibili.  A registrare i flussi è l’Ufficio turismo della Provincia, che rivela che nell’ultimo anno gli arrivi sono 130.273 a fronte dei 172.620 dell’anno prima (42.347 in meno). Ovviamente in calo anche le presenze, calcolate sulla base dei pernottamenti: nel 2007 sono 309.568, rispetto ai 405.860 del 2006 (oltre 96mila in meno).  Le cifre restano basse anche andando a confrontarle con gli anni precedenti. Di fatto negli ultimi dieci anni quello del 2007 risulta il meno florido dal punto di vista turistico. Il picco positivo è stato raggiunto nel 2002 con 173.566 arrivi e quasi 460mila presenze. Segue - in termini di numeri - il 2006 con i suoi 172.620 arrivi e quasi 406mila presenze. Per il resto tutti gli anni si attestano attorno alle 150mila presenze: 153.157 nel 1998, 154.390 nel ’99, 149.118 nel 2000, 157.434 nel 2001, 173.566 nel 2002, 155.457 nel 2003, 157.995 nel 2004, 156.172 nel 2005, 172.620 nel 2006 e 130.273 nel 2007.  Il calo riguarda tanto i movimenti nazionali quanto quelli stranieri. Nel 2007 i turisti provenienti dall’estero sono stati 34.170, rispetto ai quasi 41mila dell’anno prima (quasi 6.800 in meno); i turisti italiani sono stati invece 96.103 rispetto ai 131.655 dell’anno prima (35.500 in meno). Per i primi nove mesi del 2007 viene analizzata anche la scelta dei turisti in termini di ospitalità. E viene fuori, ad esempio, che mentre i pernottamenti in generale calano, c’è un aumento delle notti che gli stranieri trascorrono in agriturismi e bed & breakfast: nei b&b erano 1.828 nel 2006 e sono diventate 2.115 nel 2007 (+ 287); negli agriturismi si passa da 17.730 a 19.384 (+ 1.655)). Confermato, invece, il calo nelle strutture alberghiere tradizionali.
 

 

Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Mantova, in data 03/09/2007
L’alternativa bed & breakfast: ormai spuntano come funghi


Degli 87 bed & breakfast della provincia (di cui 22 in città), qualcuno risale al 2002, quando era appena uscita l’apposita legge regionale, ma la stragrande maggioranza è nata negli ultimi due anni. Un vero e proprio boom, dovuto anche al Festivaletteratura. «Molti b&b - spiega il presidente dell’associazione mantovana b&b Leonardo Manuini - sono nati proprio per sfruttare l’effetto Festival, per cercare di intercettare una parte dei molti visitatori presenti nei giorni della manifestazione. Le spese di gestione di un bed & breakfast, infatti, non sono molto alte, e per aprirlo bastano residenza, abitabilità e la denuncia di inizio attività». Manuini, inoltre, non esclude che durante il Festival ci siano molti b&b abusivi. «Ma aldilà del Festival - aggiunge - un numero così alto di strutture non è giustificato. E infatti nel resto dell’anno quelli che lavorano sono pochi. E’ un mercato che in brevissimo tempo ha già raggiunto la saturazione, ed ora secondo me ci sarà una selezione naturale». La situazione posti liberi, per questo Festival 2007, è analoga a quella degli alberghi: «Venerdì e sabato - conclude Manuini - in città è ormai praticamente impossibile trovare posto anche nei bed & breakfast, mentre c’è ancora qualche buco negli altri giorni. Per le giornate centrali bisogna rivolgersi in provincia, con possibilità crescenti man mano che ci si allontana dal capoluogo». 

 

Articolo pubblicato su Varese News in data 10/08/2007
Alberghi e B&B in crescita in Lombardia


Un 2007 in crescita per alberghi e strutture turistiche lombarde. È quanto emerge da i dati forniti dalla Camera di commercio di Milano. L’estate 2007 può contare infatti su quasi 3.400 strutture ricettive attive sul territorio, in crescita dell’2,7 per cento in un anno pari a 90 nuove imprese, più del tasso di crescita nazionale del settore che nello stesso periodo arriva all’1,8 per cento. Aumenta soprattutto l’offerta di bed & breakfast con il 16,6 per cento in più in un anno e campeggi (+ 4,2 per cento).
La provincia che offre il maggior numero di strutture alberghiere e turistiche è Milano che ne conta 987, il 29,2 per cento del totale lombardo e il 2,5 per cento di quello italiano, e cresce del 4,2 per cento rispetto al 2006. Seguono Brescia con 734 imprese (21,7% lombardo, +3,8% in un anno) e Sondrio con 491 (14,5% lombardo). La crescita maggiore si registra a Lecco,  con il più 6 per cento  tra giugno 2006 e giugno 2007, e a Lodi e Mantova, 5,6 per cento ognuna.
Varese invece, rispetto al totale delle strutture, si colloca al settimo posto fra le province lombarde. Il peso maggiore nel nostro territorio è da attribuire alle 129 strutture alberghiere classiche. Seguono 18 affittacamere e bed and breakfast  e 10 campeggi. In totale quindi, il settore turistico varesino è cresciuto fra il 2006 e il 2007 del 2,2 per cento e oggi rappresenta il 5,6 per cento del totale lombardo. Un bilancio già positivo che dovrebbe migliorare ulteriormente nel 2008, grazie alle strutture pensate per i mondiali di ciclismo.

“Il turismo - ha dichiarato Renato Borghi, presidente dell’Osservatorio turismo della Camera di commercio di Milano - rappresenta un settore importante su cui occorre sempre più puntare per la crescita economica con un impegno condiviso delle istituzioni locali ma anche nazionali per la promozione e la tutela di territori che sono simbolo del paese. Il turismo riassume al meglio il made in Italy, sintesi di imprenditoria, identità, qualità ed innovazione”.

 

Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Mantova, in data 5/12/2006
Turismo: più stranieri, pochi servizi. E la città chiede aiuto ai privati

Città amata da molti italiani e stranieri, chiamata spesso città salotto, considerata gioiello d’arte e architettura. Mantova, si sa, è considerata un’eccellente calamita turistica, che offre attrattive culturali durante tutto l’anno. Attorno alle analisi, tendenze e prospettive del settore turistico, si è tenuto ieri il seminario provinciale Turismo e Turismi, organizzato al Mamu e organizzato dall’assessorato provinciale al turismo. Dall’analisi effettuata da istituzioni ed esperti è emerso un quadro interessante relativo alle dinamiche socio-turistiche.  Numerosi gli interventi che sono seguiti ai discorsi introduttivi del presidente dell’amministrazione provinciale Maurizio Fontanili, del sindaco di Mantova Fiorenza Brioni, del presidente della Camera di Commercio Ercole Montanari, dell’assessore provinciale al turismo Roberto Pedrazzoli e dell’assessore comunale Rino Rosano.  Mantova è una città che offre molte attrattive culturali, ma che conserva ancora carattere turistico e non riesce a decollare come meta di vacanze prolungate.  «I tour operator ci chiedono un incremento dei servizi - ha ricordato l’assessore provinciale Pedrazzoli - ma per far questo necessitiamo della collaborazione tra enti e operatori privati. Sono i privati che devono scommettere sul turismo, vero motore della nostra economia».  A fronte di un incremento del turismo a livello nazionale del 2% annuo dal 2000 al 2005, è stata osservata una tendenza alla contrazione per quanto riguarda i giorni di permanenza media.  In altre parole, si viaggia di più a livello turistico ma ci si ferma sempre meno a pernottare: dato che però segnala una controtendenza tra i viaggiatori stranieri in Italia.  L’analisi del settore Studi e Ricerche Touring Club presentata da Matteo Montebelli si è spostata successivamente sul versante locale.  Più grandi e con un maggior numero di letti e stelle gli alberghi di Mantova città rispetto a quelli della provincia, e in tutto il territorio si nota un’interessante dinamicità dei tassi di crescita - relativamente al numero degli esercizi e dei posti letto - più alti rispetto ai dati nazionali e regionali, fino a giugno di quest’anno.  Mantova per tipologia di città è considerata non stagionale, cioè visitabile durante tutto l’arco dell’anno: tuttavia dai dati rilevati si registrano picchi di turismo tra marzo e maggio, minor afflusso a febbraio, giugno e luglio.  I visitatori stranieri con 91.254 presenze, in prevalenza tedeschi, francesi e inglesi, sembrano aver invertito nel 2005 la tendenza in calo nel 2003 e nel 2004, e preferiscono trascorrere le notti in strutture extralberghiere, come bed and breakfast, ostelli, agriturismi, piuttosto che in hotel.  Per tutti, stranieri e non, la città resta la vera attrattiva sul territorio provinciale: si tratta per il 50% di turismo di prossimità, con numerosi lombardi, piemontesi, veneti e emiliani.  L’ufficio informazioni, i call center, gli osservatori turistici si rivelano davvero preziosi per capire anche le esigenze di chi viene a visitare Mantova. I turisti, infatti, vogliono conoscere il territorio con mappe, cartine e opuscoli informativi.

 

Alta l'occupazione nel 2006 per i bed and breakfast italiani
Il 2006 si è rivelato un anno positivo per le strutture italiane del bed and breakfast. Lo rileva un'indagine sugli associati condotta dall'Anbba (Associazione nazionale Bed and Breakfast e affittacamere, aderente a Confedilizia). Oltre la metà dei gestori ha dichiarato di aver registrato, nel corso dell'ultimo anno, un'occupazione media del 75%; il soggiorno medio di permanenza è stato di 2 giorni e mezzo. Per quanto concerne la nazionalità dei frequentatori, per l'81% si è trattato di italiani, mentre gli stranieri hanno rappresentato il 19%: 25% tedeschi, 22% dal Nord Europa, 20% dagli Usa, il 12% dall'Est Europa, 7% francesi, 7% inglesi, 3% dalla Spagna e 4% da altri Paesi. Canale di prenotazione preferenziale il web (al 59%)

 

Studio della Camera di Commercio di Milano:
Sondrio è la capitale lombarda del B&B, ovvero il bed and breakfast, Lodi il fanalino di coda. Nel capoluogo della Valtellina, con un incremento del 157%, sono 102 le strutture attrezzate per dare ospitalità a prezzi abbordabili, in quello della Bassa appena 19. Stando all’indagine realizzata dalla Camera di Commercio di Milano , Sondrio precede Como con 274 imprese attive, seguita da Bergamo (254), Varese (176), Mantova (128), Lecco (121), Pavia (118), Cremona (39) e Lodi (19). Mantova si colloca nel mezzo, anche se rispetto alle province contigue la situazione è sicuramente migliore. 

 

Articolo pubblicato sulla Provincia di Sondrio, in data 1/09/2006
Calano i turisti. Aumentano gli alberghi
Fra le provincie lombarde, Sondrio si colloca al terzo posto per offerta di strutture alberghiere e turistiche

 

Fra le provincie lombarde, Sondrio si colloca al terzo posto, dopo Milano e Brescia, per offerta di strutture alberghiere e turistiche. Ben 600, infatti, le strutture registrate sul territorio della nostra provincia, pari al 17.9% del totale lombardo e con una crescita rispetto al 2001 pari al 156.4%. Crescite superiori, nel quinquennio di riferimento, si sono registrate solo a Pavia (257,6%), Bergamo (243,2%) e Mantova (220%). Sono i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Milano che effettua un costante monitoraggio a livello regionale sullo stato di salute del comparto turistico.
Un comparto che, stando ai dati emersi, godrebbe di ottima salute, considerato che le imprese del settore sono più che raddoppiate dal 2001 passando da 1480 a 3352 a livello regionale, con oltre 400 nuove attività solo nell’ultimo anno soprattutto con riguardo ad alberghi e bed & breakfast. Ed è questa una crescita che si ripropone anche a livello provinciale tenuto conto delle ottime performance registrate in ambito lombardo dal sistema Valtellina. 317 gli alberghi attivi in provincia di Sondrio, seconda in questo ramo solo a Milano (644) e Brescia (483), e ben 102 i Bed & Breakfast. Dato quest’ultimo più elevato di quello registrato in tutte le altre provincie lombarde (Brescia ne conta 75 e Milano 55 e solo uno rispettivamente nelle provincie di Lodi e Cremona) segno che in Valtellina e Valchiavenna si è andato sviluppando il concetto di un’accoglienza poco più che domestica che ha tanto peso dentro altre realtà alpine e non.

Superiore a quello di tutte le altre provincie lombarde anche il dato relativo ai rifugi di montagna e ostelli della gioventù che sono ben 56 (27 a Brescia, 24 a Lecco). 12, invece, le aree attrezzate per roulotte e i campeggi, sorprendentemente solo 4 gli agriturismi e del tutto assente la formula villaggio turistico. 109 le strutture alberghiere e turistiche che sono state inserite nella voce “altro” e che quindi, pur essendo relative al comparto turistico, non sono inserite nelle suddette canoniche categorie. Da rilevare anche che, con riguardo alla nostra provincia, si è avuta una crescita significativa di imprese turistiche anche rispetto allo scorso anno con un + 22%.

Una crescita particolarmente significativa nel settore campeggi e aree attrezzate per roulotte dove si è registrata un balzo del 20% rispetto allo scorso anno. Del 4,1% è stata la crescita nel settore Bed & Breakfast e del 3,7% quella nel settore rifugi e ostelli. Crescita zero, invece, nei settori agriturismo e villaggi turistici, due formule vacanze, che, evidentemente, non interessano al mercato della nostra provincia. 

 

 

Dati della Confesercenti: il 70% preferisce il mare
34 milioni di italiani in vacanza

Riposo, divertimento e sicurezza, ma anche tintarella (foto) , sport, cultura, arte e buona cucina: sono gli ingredienti, abbastanza tradizionali, della vacanza che aspetta 34 milioni di italiani, secondo una indagine di Pubblica.Swg per conto della Confesercenti.  Vacanze che saranno trascorse in località più vicine a casa rispetto al 2005 ma che, a fine stagione, avranno attivato un giro d’affari complessivo stimato intorno ai 26 miliardi. E se 7 su 10 prediligono il mare, soltanto il 9% indica il nuoto tra le motivazioni della scelta. La maggioranza cerca aria salutare (31%), sole e caldo (19%), divertimento (5%) o tintarella (2%). Le spiagge più gettonate sono quelle della Toscana, regione capace di accontentare anche i turisti in cerca di itinerari artistici e gastronomici, insieme a quelle di Sardegna e Sicilia, seguite da Puglia, Emilia Romagna, Liguria e Calabria. Tra coloro che preferiscono la montagna (12%) la meta più gettonata resta il Trentino Alto Adige. Quanto alle modalità di organizzazione della vacanza, vince il fai da te (79%), da una parte grazie all’eccezionale sviluppo delle prenotazioni via internet, dall’altra a causa del bisogno di sicurezza. La famiglia ed i figli restano i principali compagni di viaggio (48%) anche se in leggera diminuzione rispetto allo scorso anno (52%), così come gli amici (25% contro il 26 del 2005), mentre non tramonta la vacanza in coppia (18%) ed aumentano le richieste di gruppi organizzati (7% rispetto all 1% dello scorso anno). Riposo, comodità e sicurezza mantengono alberghi e pensioni (38%), soprattutto di fascia intermedia, in testa alle scelte per i pernottamenti, seguiti da casa in affitto (16%) e casa di proprietà (10%). Perdono invece un po’ del loro appeal le vacanze più spartane in campeggi o camper, e quelle in agriturismo o bed and breakfast. I mezzi che gli italiani preferiscono di più sono le auto o il treno (dal 7% dello scorso anno all’11%), mentre perde quota l’aereo (dal 23 al 15%) ed anche navi e traghetti mostrano lievi cenni di flessione (dal 10 al 9%). «La ricerca di sicurezza e serenità - dice il presidente di Confesercenti, Marco Venturi - e la necessità di stringere la cinghia dopo anni così difficili, spingono gli italiani a cambiare il loro modo di vivere le vacanze».
 

 

Alleanza tra quattro province per attirare più turisti
I dati congiunti sul turismo di Mantova, Pavia, Lodi e Cremona - le province che costituiscono il Sistema Turistico ‘Po di Lombardia’ - evidenziano un leggero miglioramento: dal 2003 i flussi turistici sono cresciuti del 12% per quanto riguarda gli arrivi (oltre 600mila nel 2005) e del 3% per quanto riguarda le presenze (1 milione e mezzo nel 2005); inoltre i posti letto, 16mila all’1 gennaio 2006, sono incrementati del 20% (+6% gli alberghi e, dato notevole, +93% gli esercizi extra alberghieri come agriturismi e bed and breakfast). La collaborazione tra le quattro province, partita nel ’98 e sfociata l’anno scorso nel primo Sistema Turistico della Lombardia (il più grande per dimensioni in Italia), sta dando i primi frutti. I numeri sono sì confortanti, ma ancora lontani da quelli delle zone turistiche più consolidate e, soprattutto, «dimostrano che le potenzialità del territorio, in termini di bellezze artistiche ed ambientali, e le opportunità offerte dal mercato con l’entrata in scena di nuovi paesi, ad esempio la Cina, non sono sfruttate appieno», come ha sottolineato Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing del turismo a Perugia che ha curato il programma di sviluppo turistico del Sistema. Dall’Ara è intervenuto ieri all’assemblea provinciale del Po di Lombardia, che si è tenuta all’Università in via Scarsellini: l’occasione per fare il punto della situazione sullo stato del progetto e sugli obiettivi futuri con i partners pubblici e privati che vi hanno aderito. «Sarà necessario - ha aggiunto il docente - lavorare contemporaneamente sul marketing, nel senso di saper ascoltare ciò che desiderano i turisti, e sul prodotto da offrire loro, proponendo non il tradizionale pacchetto organizzato, ma un territorio e il suo stile di vita. Utilizzando strumenti creativi ed innovativi come ad esempio l’albergo diffuso per il Mantegna».

 

Pasqua 2006
Si è attestata sul 60% l'occupazione media delle camere dei Bed and Breakfast italiani nel periodo delle festività pasquali e dei successivi ponti di fine aprile ed inizio maggio. E' quanto risulta da un'indagine svolta dall'Anbba-Associazione Nazionale Bed & Breakfast e Affittacamere, aderente alla Confedilizia, sulle prenotazioni ricevute dalle strutture B&B aderenti all'Anbba. Tante le coppie (57%) e le famiglie (43%) che hanno scelto la soluzione B&B. Per quanto concerne la cittadinanza, gli italiani sono prevalenti con un 71% rispetto al 29% di stranieri, provenienti soprattutto da Paesi scandinavi ed anglosassoni. La prenotazione è stata eseguita per una media di 2,5 giorni con un prezzo medio per camera doppia di circa 67 euro al giorno. Il presidente dell'Anbba, Stefano Calandra, ha dichiarato: "Sebbene non si abbiano dati confrontabili per il periodo dei ponti, rispetto al 2005, registriamo per tutto il periodo pasquale e dei ponti successivi una tendenza di occupazione camere sostenuta, con un netto ritorno degli italiani rispetto agli stranieri ed un lieve accorciamento del periodo di soggiorno"

 

Mantova fa scuola di B&B in 4 stati dell’America latina
Mantova fa scuola di bed and breakfast in Sud America. Grazie ad un accordo fra l’associazione dei Lombardi nel mondo e l’associazione Mantova Bed & breakfast, una delegazione d’operatori mantovani si recherà in autunno in quattro paesi dell’America Latina per promuovere l’ospitalità in famiglia, strumento positivo per la crescita economica «dal basso».  «L’idea - spiega il presidente di Mantova Bed & Breakfast Leonardo Manuini - è nata due anni fa grazie ad uno stage nella nostra provincia organizzato per operatori sudamericani dall’associazione dei Mantovani nel mondo. Grazie a quell’incontro è sorta l’esigenza di approfondire possibilità di sviluppo locale che garantissero a realtà economicamente non forti una forma di crescita basata sulle potenzialità turistiche».  Più che all’accoglienza alberghiera, da subito ci si è indirizzati verso l’ospitalità famigliare per promuovere uno sviluppo compatibile ed equilibrato anche nel settore del turismo. Questo considerando che la natura del Bed & Breakfast, ovvero accoglienza in famiglia nella propria casa di residenza, ben si concilia con la tradizionale ospitalità dei latinoamericani. «Da qua - prosegue Manuini - i primi contatti con le camere di Commercio d’Argentina, Venezuela, Uruguay e Brasile che si sono mostrate interessate a promuovere corsi di formazione in loco». L’intesa, formalizzata in accordi bilaterali, prevede stage locali che verranno curati dall’associazione Mantova Bed & Breakfast. «Porteremo la nostra esperienza d’associazione provinciale nata nel 2001 - conclude Manuini - in realtà dove peraltro non esiste ancora una specifica legislazione, per favorire la nascita anche in quei paesi di una rete di B&B in grado di contribuire allo sviluppo locale».

 
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